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Una giornata sul veliero Dovesesto...
sulla rotta del selvaggio blu
Nel Golfo di Orosei,
per oltre trenta chilometri non si incontrano paesi,
strade o macchine ma alti bastioni a strapiombo che
custodiscono spiagge meravigliose affacciate sul mare
e gole di roccia ricoperte di boschi che scendono tortuose
dall'entroterra sino alle calette di sabbia bianchissima.
Un intera giornata
partendo dal porticciolo di Cala Gonone in direzione
sud per raggiungere Cala Luna , Cala Biriola Cala Mariolu,
Cala Goloritze e i piccoli fiordi di Monte Santo.
Sul veliero, i legni curati, gli ottoni lucidi e l'efficiente
servizio di bordo regalano un atmosfera suggestiva come
gli scenari che si susseguono.
Fare il bagno nelle acque turchesi rilassarsi
gustare
un aperitivo e altri sapori di mare
lasciandosi cullare all'ombra delle grandi vele.
Il programma
Si parte tutti i giorni alle 10.30 per la minicrocera
nel Golfo di Orosei, cuore del parco marino del Gennargentu,
alla scoperta delle spiagge e delle grotte più
belle del golfo, lungo la rotta del selvaggio Blu.
Appena fuori dal porto, il veliero costeggia le imponenti
falesie di calcare erose dal mare.
La sua andatura, permette di ammirare da vicino i diversi
scenari di rocce e foresta che si susseguono, intervallati
solo dalle numerose cale: Cala Luna, Cala Sisine, Cala
Biriola, Cala Mariolu, Cale dei Gabbiani, Cala Goloritzè.
Lasciata
Cala Luna si arriva
a
Cala Sisine, di cui si intravee il
verde cupo dei carrubi... Dopo un'ora di navigazione,
la prima tappa è
Cala Biriola,
deliziosa piccola spiaggia dal colore rosato e dalle
farfalle giganti. Il veliero da fondo all'ancora, quindi
si può raggiungere la spiaggia col tender o nuotando
fino a riva nell'acqua color smerlado di una trasparenza
radiosa.
Raggiunta la spiaggia, si può fare una passeggiata
lungo la riva sovrastata da un costone di arenaria,
dove si affacciano a strapiombo lecci e ginepri, oppure
ci si può stendere pigramente al sole, sdraiati
sopra milioni di confetti bianci, lasciandoti servire
un
fresco aperitivo dall'equipaggio
del Dovesesto.
Dopo circa due ore di sosta, la barca dirige per
Cala
Mariolu, ma non prima di aver fatto una breve
sosta per tuffarsi nelle acque celesti delle "piscine".
Cala Mariolu è la perla del golfo, difficile
persino da descriversi... Ed è proprio ancorati
sotto questo anfiteatro naturale di rocce bianchissime,
lasciandosi cullare all'ombra delle grandi vele che
gli ospiti si abbandonano ai piaceri della sapiente
e
tipica cucina sarda marinara, preparata
dallo Chef di bordo.
Riprendiamo la navigazione e dopo aver attraversato
un miglio di mare, così trasparente che il veliero
sembra volare sospeso nell'aria, arriviamo alla base
dell'Aguglia, l'imponente roccia allungata che si erge
solitaria dal mare. E' qui che gettiamo l'ancora di
fronte all'arco di
Goloritzè,
dell'omonima spiaggia.
Prima di arrivare all'ultima tappa del viaggio, i fiordi
di
Capo di Montesanto ci permettono
di ammirare le numerose specie faunistiche che vivono
negli anfratti delle rocce: falchi, gabbiani, colombelle
e le colonie di marangoni del ciuffo.
Ci si ferma per raggiungere col gommone l'imboccatura
nascosta di una grotta, per ritrovarsi all'interno,
abbagliati da giochi di luce mai visti... Qui al tuffo
è difficile rinunciare.
Approfittando della brezza del capo, si tirano su le
vele, i motori vengono fatti tacere, il veliero mette
la prua verso casa, un pò a largo, sulla rotta
dove spesso i delfini arrivano per salutarci con i loro
salti, gustando naturalmente un invitante gelato di
bordo, mentre il sole si avvia ormai al tramonto.
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